Come scrivere un discorso: struttura ed esempio
Per scrivere un discorso, decidi l’unica cosa che il pubblico deve ricordare, controlla quante parole stanno nel tuo tempo (circa 130 al minuto a un ritmo calmo) e costruisci il testo in quattro parti: un’apertura che si guadagni l’attenzione, tre punti che sostengano l’idea e una chiusura che la ripeta. Scrivi per l’orecchio, leggi ad alta voce con un cronometro e taglia finché non ci sta. Qui sotto trovi la struttura, un discorso di esempio completo di due minuti da adattare, un modello da copiare e un modo di provare che non richiede pubblico.
Parti da una frase sola
Prima di pensare alla prima riga, scrivi tutto il discorso in un’unica frase: che cosa devono pensare, provare o fare le persone quando torni a sederti? “Giulia ha reso migliore questa squadra e ci mancherà.” “La nostra associazione cerca venti volontari per la pulizia di primavera.” “Il nuovo orario fa risparmiare a tutti un’ora a settimana.”
Se non riesci a scrivere quella frase, il discorso non è pronto, e nessuna struttura lo salverà. Ogni paragrafo che scrivi dopo o sostiene quella frase, o va tagliato.
Quanto deve durare il tuo discorso?
La maggior parte delle persone parla tra le 120 e le 160 parole al minuto. L’emozione ti spinge verso il limite alto, e un discorso letto dal foglio di solito va più veloce di uno detto a partire da appunti. Calcola 130 e arriverai vicino al tuo tempo.
| Tempo | Parole a 130/min (ritmo calmo) | Parole a 160/min (ritmo sostenuto) |
|---|---|---|
| 1 minuto | 130 | 160 |
| 2 minuti | 260 | 320 |
| 3 minuti | 390 | 480 |
| 5 minuti | 650 | 800 |
| 10 minuti | 1.300 | 1.600 |
| 20 minuti | 2.600 | 3.200 |
Lascia circa un decimo del tempo per pause, risate e il momento in cui squilla il telefono di qualcuno. Un brindisi da cinque minuti che ne dura sette è l’errore più comune in assoluto, ed è evitabile. Incolla la tua bozza nel calcolatore del tempo di lettura e ti dice quanto dura al tuo ritmo.
La struttura: apertura, tre punti, chiusura
L’apertura: conquista i primi trenta secondi
La sala decide nel primo mezzo minuto se ascoltarti. Non sprecarlo con “Grazie per l’invito, mi chiamo…” o scusandoti perché sei nervoso. Apri invece con una di queste:
- Un momento preciso. “La prima volta che ho visto Giulia, stava aggiustando la stampante dell’ufficio con una graffetta.”
- La domanda che la sala si sta già facendo. “Perché puliamo un parco a marzo?”
- Un numero che sorprende. “L’anno scorso quaranta persone hanno fatto in una mattina il lavoro di una squadra del Comune.”
Ringrazia dopo l’apertura, in una frase, se l’occasione lo richiede.
Tre punti: un’affermazione e un esempio ciascuno
Il tre non ha niente di magico, ma è quello che un pubblico riesce a tenere a mente senza appunti. Ogni punto è un’affermazione più un esempio concreto o una storia che la dimostra. Un’affermazione senza esempio si dimentica. Un esempio senza affermazione è un aneddoto che non porta da nessuna parte.
Collega i punti con segnali semplici: “Primo…”, “La seconda cosa…”, “E infine…”. Sulla carta sembrano goffi. Ad alta voce dicono a chi ascolta a che punto è.
La chiusura: ripeti la tua idea
Torna alla tua frase, quasi con le stesse parole. Se vuoi che le persone facciano qualcosa, di’ esattamente cosa e quando: “Segnatevi all’ingresso stasera.” Fai un’ultima frase breve, e fermati. Il “grazie” dopo un’ultima frase forte è facoltativo, e un’ultima frase debole seguita da “ecco, niente, grazie” rovina tutta la chiusura.
Scrivi per l’orecchio, non per la pagina
Un discorso si ascolta una volta sola, alla tua velocità, senza poter rileggere una frase. Questo cambia il modo di scriverlo:
- Frasi brevi. Un’idea ciascuna. Se una frase ha bisogno di una virgola per respirare, dividila.
- Ripeti la frase chiave. Letta, la ripetizione sembra riempitivo; ascoltata, suona come enfasi.
- Arrotonda i numeri. “Quasi un terzo” arriva, “31,4 per cento” no.
- Concreto invece che astratto. “Abbiamo verniciato quaranta panchine” batte “abbiamo migliorato l’arredo urbano”.
- Leggi ad alta voce mentre scrivi. Dove inciampi tu, inciamperà anche il pubblico. Riscrivi quella riga invece di provarla più volte.
Un discorso di esempio di due minuti
Un discorso di saluto per una collega, circa 260 parole, quindi due minuti a un ritmo calmo. Sostituisci i dettagli con i tuoi; tieni la forma.
La prima volta che ho visto Giulia, stava aggiustando la
stampante dell'ufficio con una graffetta. Era il suo secondo
giorno. Nessuno gliel'aveva chiesto. Ecco, in un'immagine sola,
come sono stati questi sei anni con lei.
Grazie a tutti di essere qui, e grazie, Giulia, per lasciarci
metterti in imbarazzo per due minuti.
Voglio raccontarvi tre cose di Giulia che forse non sapete.
Primo: è grazie a lei se la nostra squadra esiste ancora. Quattro
anni fa, quando hanno tagliato il budget, ha passato un intero
fine settimana a riscrivere la nostra proposta. Il lunedì il
direttore ha detto che era la pagina più chiara che avesse letto
in tutto l'anno. Abbiamo mantenuto il posto. Giulia non ne ha mai
parlato.
La seconda cosa: ha insegnato il mestiere a metà di questa sala.
Chiedete a chiunque sia arrivato negli ultimi cinque anni chi
rispondeva alle sue domande il primo mese. Era Giulia, di solito
con uno schema sul retro di una busta. Qualcuno di noi quelle
buste le ha ancora.
E infine, ha reso migliori i nostri venerdì. La colazione del
venerdì, il quiz con le domande impossibili sui fiumi, la playlist
che, chissà come, finiva sempre con la stessa canzone. Niente di
tutto questo era nel suo mansionario. Ed è per tutto questo che
la gente è rimasta.
Giulia, la nuova azienda è fortunata. Della storia delle graffette
se ne accorgeranno presto.
Ci mancherà il tuo lavoro, ma ci mancherai di più tu. Hai reso
migliore questa squadra, e ognuno di noi è migliore grazie a te.
A Giulia!
Nota cosa fa: un momento preciso in apertura, un grazie di una riga subito dopo, tre punti con una storia ciascuno, segnali fra un punto e l’altro e una chiusura che ripete la frase principale e finisce con due parole.
Un modello da copiare
LA FRASE: che cosa devono pensare, provare o fare dopo?
APERTURA (20-30 secondi)
Un momento preciso, una domanda che la sala si sta facendo o un numero sorprendente.
Una riga di ringraziamento, se l'occasione lo richiede.
PUNTO 1: affermazione
Esempio o storia che la dimostra.
PUNTO 2: affermazione
Esempio o storia che la dimostra.
PUNTO 3: affermazione
Esempio o storia che la dimostra.
CHIUSURA (20-30 secondi)
La frase di nuovo, quasi con le stesse parole.
Che cosa vuoi che facciano, e quando.
Un'ultima riga breve. Fine.
Provalo senza pubblico
- Leggilo ad alta voce, con il cronometro, tre volte. La prima lettura trova le frasi che non riesci a pronunciare. La seconda trova la durata. Alla terza smetti di leggere e cominci a parlare. Passa ogni bozza nel calcolatore del tempo di lettura così non vai a occhio.
- Registrati e riascoltati. Basta un registratore vocale nel browser, e in un solo ascolto sentirai gli “ehm” e i passaggi fatti di corsa. Se il discorso andrà in video, il registratore video può far scorrere il testo sopra l’anteprima della videocamera, così vedi dove guardi come ti vedrà il pubblico.
- Togli gli intercalari dal testo. “Cioè”, “praticamente”, “tipo”, “diciamo”: incolla il testo nel contatore di intercalari e te li elenca. Gli “ehm” parlati sono un’abitudine che si corregge facendo una pausa al loro posto; si sentono più facilmente nella registrazione di quanto si contino.
- Decidi come terrai il testo. Per un intervento registrato o un evento online, un gobbo elettronico ti fa leggere senza abbassare lo sguardo. Su un palco basta un cartoncino con la prima frase, i titoli dei tre punti e l’ultima riga. A nessuno dà fastidio un’occhiata a un cartoncino.
Domande frequenti
Quante parole servono per un discorso di 5 minuti?
Circa 650 parole a un ritmo calmo e fino a 800 se parli velocemente. Calcola tra 600 e 650 per lasciare spazio a pause e reazioni.
Come si inizia un discorso?
Con un momento preciso, una domanda che il pubblico si sta già facendo o un numero sorprendente. Tieni i ringraziamenti per la seconda o la terza frase, e non cominciare mai scusandoti.
Come si conclude un discorso?
Ripeti la tua idea principale quasi con le stesse parole, di’ che cosa vuoi che le persone facciano e chiudi con una frase breve. Poi smetti di parlare; la pausa dopo l’ultima riga fa parte della chiusura.
Si può leggere un discorso?
Per video e interventi online sì, soprattutto con un gobbo elettronico, perché nessuno vede il testo. Su un palco leggere parola per parola di solito suona piatto; parla a partire da un cartoncino con l’apertura, i tre titoli e la frase finale.
Quante volte bisogna provare?
Almeno tre prove complete ad alta voce, di cui una registrata. Provare a mente non vale: i problemi emergono solo quando ti senti.